In primis, la vitamina D3 (colecalciferolo) è la principale forma di vitamina D prodotta dalla pelle in seguito all'esposizione ai raggi UVB. Successivamente viene trasformata dall'organismo nelle forme biologicamente attive necessarie per svolgere le sue funzioni.
La vitamina D contribuisce a:
- mantenere ossa e denti normali;
- favorire il normale assorbimento e utilizzo di calcio e fosforo;
- contribuire alla normale funzione muscolare;
- sostenere il normale funzionamento del sistema immunitario;
- partecipare al mantenimento di normali livelli di calcio nel sangue.
Con l’arrivo dell’autunno diminuiscono le ore di luce e cambia il nostro rapporto con il sole. Proprio per questo, la vitamina D3 torna al centro dell’attenzione: si tratta di una vitamina fondamentale per diverse funzioni dell’organismo e che il corpo produce soprattutto attraverso l’esposizione della pelle alla luce solare.
Perché in autunno si parla di vitamina D3?
Durante l'estate, l'esposizione al sole può contribuire alla produzione naturale di vitamina D. Con l'arrivo dell'autunno, però, trascorriamo generalmente più tempo al chiuso e la superficie cutanea esposta al sole tende a ridursi.
Inoltre, la produzione cutanea di vitamina D dipende da numerosi fattori: stagione, latitudine, orario di esposizione, pigmentazione della pelle, età, abbigliamento e utilizzo di prodotti solari.
Di conseguenza, non è possibile stabilire a priori che una persona abbia una carenza di vitamina D semplicemente perché è arrivato l'autunno. In caso di dubbio, il livello può essere valutato attraverso un esame del sangue, generalmente misurando la 25-OH vitamina D.
Vitamina D e sistema immunitario
La vitamina D contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario, motivo per cui viene spesso associata alla prevenzione dei disturbi tipici della stagione autunnale e invernale.
È però importante fare una distinzione: integrare vitamina D quando esiste un'insufficienza o una carenza è diverso dal considerarla un prodotto in grado di prevenire automaticamente raffreddore, influenza o altre infezioni stagionali.
L'integrazione dovrebbe quindi essere inserita all'interno di un approccio complessivo alla salute, che comprende alimentazione equilibrata, attività fisica, sonno adeguato e corrette abitudini igieniche.
Chi dovrebbe prestare maggiore attenzione?
Il rischio di avere livelli insufficienti di vitamina D può essere maggiore in alcune situazioni, ad esempio nelle persone che:
- trascorrono poco tempo all'aperto;
- hanno una limitata esposizione solare;
- sono anziane;
- presentano condizioni che possono interferire con l'assorbimento o il metabolismo della vitamina D;
- seguono determinate terapie o presentano specifiche condizioni cliniche.
- Anche il peso corporeo e alcune caratteristiche individuali possono influenzare lo stato della vitamina D.
Vitamina D3: alimentazione e integrazione
La vitamina D può essere introdotta anche attraverso alcuni alimenti, ma le fonti alimentari sono relativamente limitate.
Tra gli alimenti che ne contengono quantità significative troviamo soprattutto alcuni pesci grassi, come salmone, sgombro e sardine, oltre a uova e alcuni alimenti fortificati.
Quando l'apporto alimentare e la produzione cutanea non sono sufficienti, il medico può valutare l'opportunità di utilizzare un integratore di vitamina D3.
La vitamina D3 è disponibile in diverse formulazioni, tra cui gocce, capsule e compresse. La scelta dipende dalle esigenze individuali e dal dosaggio indicato.
Qual è il dosaggio corretto?
Non esiste un'unica dose di vitamina D3 valida per tutti. Il fabbisogno e l'eventuale necessità di integrazione dipendono da età, condizioni individuali, alimentazione, esposizione solare e, quando necessario, dai valori ematici.
È importante quindi non aumentare autonomamente il dosaggio pensando che una quantità maggiore garantisca maggiori benefici.
La vitamina D è una vitamina liposolubile e un'assunzione eccessiva e prolungata può provocare un accumulo nell'organismo e conseguenze indesiderate.
Vitamina D3 in autunno: attenzione, ma senza eccessi
L'autunno rappresenta un buon momento per prestare attenzione allo stato della vitamina D, soprattutto nelle persone che presentano fattori di rischio di insufficienza.
Questo non significa però che tutti debbano necessariamente assumere un integratore di vitamina D3. L'eventuale integrazione deve essere personalizzata sulla base delle caratteristiche individuali e, quando indicato, degli esami di laboratorio.












