Settembre è il mese dei nuovi inizi: si torna alla routine, cambiano le abitudini e spesso ci si chiede se sia arrivato il momento di riprendere alcuni integratori. Tra le domande più frequenti c’è anche questa: la vitamina D serve ancora dopo l’estate?
La risposta non è uguale per tutti. Anche se durante i mesi estivi l’esposizione al sole può favorire la produzione cutanea di vitamina D, questo non significa necessariamente che le riserve siano sufficienti per affrontare l’autunno e l’inverno.
Funzioni della vitamina D: perchè è importante?
La vitamina D svolge diverse funzioni fondamentali per l’organismo. Contribuisce al normale assorbimento e utilizzo del calcio e del fosforo, al mantenimento di ossa e denti normali e alla normale funzione muscolare. Inoltre, contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario.
Una parte importante della vitamina D viene prodotta dalla pelle in seguito all'esposizione ai raggi solari. Una quota minore può invece essere introdotta attraverso l'alimentazione, grazie ad alimenti come pesce grasso, tuorlo d'uovo e alcuni alimenti fortificati.
L’estate garantisce una buona scorta di vitamina D?
Non necessariamente.
La produzione di vitamina D dipende da numerosi fattori: esposizione solare, stagione, latitudine, colore della pelle, età, abbigliamento e utilizzo di prodotti con protezione solare, oltre alle caratteristiche individuali.
Inoltre, trascorrere molto tempo all'aperto non significa automaticamente produrre quantità adeguate di vitamina D. Durante l'estate possiamo infatti alternare momenti di esposizione a periodi trascorsi al chiuso, utilizzare protezioni solari o coprire gran parte della superficie cutanea.
Con l'arrivo dell'autunno, poi, la minore intensità dei raggi UVB e la riduzione dell'esposizione al sole possono rendere più difficile la sintesi cutanea.
A settembre bisogna quindi assumere vitamina D?
La necessità di un'integrazione deve essere valutata in base alla situazione individuale. In alcune persone il medico può ritenere utile controllare i livelli di vitamina D attraverso un esame del sangue, soprattutto quando esistono condizioni o fattori di rischio che possono favorire una carenza.
Tra le situazioni che meritano particolare attenzione rientrano, ad esempio, l'età avanzata, una scarsa esposizione al sole, alcune condizioni che compromettono l'assorbimento intestinale e determinate terapie o patologie.
Per questo motivo, prima di assumere vitamina D è importante valutare con il medico o il farmacista se l'integrazione è realmente indicata e quale prodotto e dosaggio siano più appropriati.
Vitamina D e autunno: quando prestare più attenzione
Il passaggio dall'estate all'autunno può essere un buon momento per fare il punto sul proprio stato nutrizionale, soprattutto per chi appartiene alle categorie più a rischio.
Anziani, persone che trascorrono poco tempo all'aperto, soggetti con una limitata esposizione solare o con particolari condizioni di salute possono avere esigenze diverse rispetto a una persona giovane e regolarmente esposta alla luce solare.
Anche l'alimentazione può contribuire, ma generalmente è difficile affidarsi esclusivamente agli alimenti per ottenere quantità elevate di vitamina D.
Attenzione al “fai da te” con gli integratori
La vitamina D è una vitamina liposolubile e, a differenza di quelle idrosolubili, può accumularsi nell'organismo. Assumerne quantità eccessive senza una reale necessità non significa ottenere maggiori benefici.
È quindi importante non scegliere autonomamente dosaggi elevati né sommare diversi prodotti che contengono vitamina D senza averne verificato l'apporto complessivo.
Gli integratori possono essere utili quando esiste una reale necessità, ma devono essere utilizzati in modo consapevole e, quando opportuno, sotto indicazione del professionista sanitario.
Settembre è il momento giusto per controllare la propria vitamina D?
Può essere un buon momento per valutare le proprie abitudini e i possibili fattori di rischio, ma non significa che tutti debbano sottoporsi a un esame o iniziare un integratore.
Il consiglio più corretto è personalizzare la scelta: alimentazione equilibrata, adeguata attività all'aperto e valutazione dei propri fattori individuali rappresentano la base. Quando esiste il sospetto di una carenza o una condizione che aumenta il rischio, il medico può indicare se effettuare un controllo dei livelli di vitamina D e se ricorrere a un'integrazione.
Dopo l'estate non è necessario assumere vitamina D “a prescindere”. La vitamina D è importante, ma la sua integrazione deve essere personalizzata: scegliere il prodotto giusto, il dosaggio adeguato e la durata corretta permette di evitare sia integrazioni inutili sia assunzioni eccessive.












