Gennaio è il mese dei buoni propositi, del ritorno alle routine dopo le festività e, spesso, di una certa stanchezza fisica e mentale. Freddo, meno luce solare, ritmi serrati e possibili eccessi alimentari di dicembre possono mettere alla prova il nostro organismo. In questo contesto, vitamine, minerali e adattogeni vengono spesso considerati un valido supporto. Ma quali sono davvero utili? E cosa dice la scienza?
Perché a gennaio ci sentiamo più stanchi?
Durante i mesi invernali possono intervenire diversi fattori che possono contribuire a spossatezza, calo di concentrazione e difese immunitarie più vulnerabili:
Ridotta esposizione alla luce solare → possibile calo di vitamina D
Alimentazione meno varia dopo le feste
Aumento di stress e carichi di lavoro
Sonno irregolare
Maggiore circolazione di virus stagionali
Vitamine: quali possono essere utili
Vitamina D
È una delle più importanti in inverno. La sua sintesi dipende dall’esposizione al sole, che nei mesi freddi è spesso insufficiente.
Benefici supportati da evidenze scientifiche:
Contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario
Supporta la salute di ossa e muscoli
Può influire positivamente sull’umore in caso di carenza
L’integrazione può essere utile in caso di livelli bassi, da valutare preferibilmente con il consiglio del medico o del farmacista.
Vitamina C
Nota per il suo ruolo nel sistema immunitario.
Contribuisce a ridurre la durata dei sintomi del raffreddore (non previene, ma può aiutare)
È un antiossidante
Supporta la riduzione della stanchezza
È generalmente facile assumerne a sufficienza con frutta e verdura fresca, ma in periodi di aumentato fabbisogno può essere considerata un’integrazione mirata.
Vitamine del gruppo B
Particolarmente coinvolte nel metabolismo energetico e nel funzionamento del sistema nervoso. B1, B6 e B12 contribuiscono alla riduzione di stanchezza e affaticamento. La B12 è importante soprattutto per chi segue diete vegetariane o vegane.
Minerali: piccoli ma fondamentali
Magnesio
Uno dei minerali più richiesti nei periodi di stress. Contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso. Aiuta a contrastare stanchezza e irritabilità. Supporta la funzione muscolare.
Zinco
Importante per il sistema immunitario e per la protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Supporta le difese naturali. Utile in caso di convalescenza o aumentato rischio di infezioni.
Ferro
Da integrare solo in caso di carenza accertata. Essenziale per il trasporto di ossigeno nel sangue. Una sua carenza può causare stanchezza marcata e debolezza.
Adattogeni: cosa sono e quando considerarli
Gli adattogeni sono sostanze di origine naturale (spesso piante) che aiuterebbero l’organismo ad adattarsi allo stress fisico e mentale. Tra i più noti troviamo:
Ginseng
Può contribuire a migliorare energia e concentrazione
Studi suggeriscono un potenziale beneficio sulla performance mentale e sulla resistenza alla fatica
Rhodiola rosea
Studiata per il supporto contro stress e affaticamento mentale
Può favorire attenzione e tono dell’umore
Ashwagandha
Tradizionalmente utilizzata per la gestione dello stress
Alcune evidenze indicano un possibile beneficio sulla qualità del sonno e sulla riduzione del cortisolo
Importante: anche se di origine naturale, gli adattogeni non sono privi di controindicazioni e possono interagire con farmaci. Il consiglio del farmacista è fondamentale.
L’evidenza scientifica mostra che i benefici maggiori si ottengono quando:
L’integrazione è mirata (in caso di carenze reali o aumentato fabbisogno)
È accompagnata da un’alimentazione equilibrata
Si associa a sonno adeguato e attività fisica regolare
Un uso indiscriminato e “preventivo” di molti integratori, senza una reale necessità, può essere inutile o talvolta controproducente.












